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Sakineh, sospesa la sentenza "Caso sottoposto a revisione"

L’EUROPARLAMENTO  HA VOTATO QUASI ALL'UNANIMITÀ UNA RISOLUZIONE DI CENSURA DELLE ESECUZIONI CAPITALI E DELLE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI IN IRAN
La risoluzione è stata un'iniziativa di tutti i gruppi politici rappresentati all'Europarlamento, dove molti deputati si sono presentati indossando una maglietta bianca raffigurante il volto di Sakineh. Il testo, approvato dall'Aula a larga maggioranza con 659 voti favorevoli e 22 astensioni, è articolato in 21 punti, tocca anche i casi di Zahra Bahrami, cittadina olandese imprigionata dal regime di Teheran, e del diciottenne Ebrahim Hamidi, condannato a morte per sodomia. Nella risoluzione si legge, l'europarlamento "condanna fortemente la sentenza di morte per lapidazione di Sanikeh e ribadisce che, indipendentemente dai fatti, una condanna a morte per lapidazione non può mai essere accettata o giustificata". Per questa ragione, il Parlamento europeo rivolge un appello alle autorità.

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ROM, BORSELLINO: “ESPULSIONI DI MASSA LEDONO PRINCIPIO CITTADINANZA EUROPEA”

“La decisione del governo francese di espellere più di mille Rom lede il principio della cittadinanza europea. La Commissione intervenga tempestivamente e valuti attentamente comportamenti xenofobi e non conformi al diritto comunitario da parte degli Stati membri”. Lo ha detto Rita Borsellino nel corso del suo intervento al Parlamento europeo, riunito oggi in Plenaria per discutere dell’espulsione dei Rom in Europa. L’europarlamentare ha chiesto alla Commissione di chiarire al più presto lo stato d’attuazione del “piano per lo sviluppo di una strategia europea in favore della popolazione Rom e della loro integrazione votato l'anno scorso dal Parlamento” e “in che modo vengano impiegati dalla Francia e dagli altri stati membri i soldi europei destinati all'integrazione delle minoranze etniche”.
L'intervento di Rita Borsellino nella plenaria dell'8 settembre 2010 a Strasburgo.
 

MAFIA, BORSELLINO: “RICORDARE LE VITTIME E’ RICORDARE CHE ANCORA C’E’ TANTO DA FARE”

“Gaetano Costa, Ninni Cassarà, Roberto Antiochia e Nino Agostino sono stati uccisi dalla mafia perché con il loro lavoro sono riusciti a scardinare un sistema politico ed economico che ancora oggi è insito nell’organizzazione di Cosa nostra. Nonostante gli innegabili risultati ottenuti grazie alla magistratura e alle forze dell’ordine ancora la strada è lunga, e tanto c’è da fare, perché la mafia nel frattempo rafforza il suoi rapporti oscuri con le istituzioni e la politica". Così l’eurodeputato Rita Borsellino ricorda l’omicidio del giudice Costa, del dirigente della squadra mobile, Ninni Cassarà e degli agenti Roberto Antiochia e Nino Agostino. “Ricordare queste vittime – dice Rita Borsellino – serve a ricordare a noi stessi e a chi ha il compito di svelare trame e poteri occulti quanto lavoro ancora abbiamo davanti a noi”.
 
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